| Se riordinando il magazzino della mia palestra (cosa impensabile e improponibile) dovessi trovare la famosa lampada che una volta strofinata fa uscire fuori quell’altrettanto famoso genio, e questi una volta libero si offrisse di esaudire un mio unico desiderio, non chiederei né soldi, né potere, né donne, né gioielli. Vorrei soltanto la possibilità di schiacciare il tasto “rewind” della Coppa Italia di Ju Jitsu. Ma ci pensate che bello sarebbe rivedere 25 anni di vita sul tatami! Non immagino nemmeno la gioia che proverei ad osservare con tenerezza i movimenti incerti e timorosi di quei bambini con indosso un Kimono che non voleva proprio restare allacciato e che adesso sono diventati adulti ed accompagnano i propri figli in palestra. Che bello sarebbe poter abbracciare, finché le braccia resistono allo sforzo, vecchi amici che non ci sono più, riuscire a dire loro tutto quello che non ho potuto a causa della fretta della morte. Forse, con un po’ di amarezza, darei un diverso peso a quelle che credevo sincere e disinteressate amicizie. O forse no, perché conoscendomi, penso ci ricascherei di nuovo. Accoglierei tutti con lo stesso entusiasmo, con lo stesso sorriso, con la stessa schiettezza e con la fraterna amicizia di sempre. Mentre il nastro torna velocemente indietro riascolterei tanti suoni fatti di canzoni, di urla e chiasso di bambini, mentre immagini di combattimenti, di proiezioni, di cadute si sovrapporrebbero a quelle di tanti volti rigati da gocce di sudore o attraversati da una lacrima impossibile da frenare al ricordo di chi sentiamo vicino senza poterlo più vedere. Finalmente distaccato dalle preoccupazioni organizzative potrei godermi lo spettacolo di centinaia di persone che affollano il palazzetto contente di esserci; di centinaia di ragazzi alla ricerca di una locandina della manifestazione da conservare gelosamente insieme a quelle delle edizioni precedenti. Tante persone che percepiscono di non essere i clienti di una “Mostra Mercato delle Arti Marziali” regolarmente registrata come quella del “Tartufo Nero”, ma sentono di essere i protagonisti di un grande incontro tra Amici uniti da un’unica passione, consapevoli di essere anelli della lunga catena della tradizione del Ju Jitsu. Con un certo stupore, ma allo stesso tempo con molto orgoglio, prendo coscienza che la Coppa Italia di Ju Jitsu ha raggiunto il suo 25° anno di età. E’ un quarto di secolo che centinaia di atleti di ogni età provenienti da ogni regione affrontano un viaggio, a volte lungo e certamente costoso, per venire a Norcia, fidandosi della mia promessa che si troveranno a vivere due giorni intensi di “sano” Ju Jitsu. 25 anni, forse i più importanti della mia vita, spesi per diffondere non uno sport da “consumare” seguendo una moda da sfruttare, ma un’arte da apprendere con passione avvicinandosi ad essa con umiltà. Per far questo è necessario avere l’animo sgombro da passioni negative e da desideri di potere o di successo. I gradini del podio che costruiamo sotto i nostri piedi per sentirci più in alto, prima o poi si trasformeranno nel punto più alto della rupe dalla quale precipiteremo sospinti verso il basso da quella stessa boria che ci aveva tanto innalzato. Guai a sentirsi arrivati, guai a vendersi come il massimo esponente sul “mercato”. La strada verso la perfezione va percorsa a piedi scalzi ben consci del fatto che la mèta non verrà mai raggiunta. Ad essa potremo soltanto avvicinarci avendo come unica soddisfazione il sapere di star percorrendo la via giusta, che non è mai la più comoda o la più corta, insieme a tanti Amici animati dalla stessa passione e da rinnovato entusiasmo. A tutti coloro che condividono questi miei pensieri, a tutti i maestri e ai responsabili delle varie palestre, agli atleti per gli sforzi agonistici e ai loro genitori per gli sforzi economici, vorrei arrivasse il mio più sentito GRAZIE per avermi accompagnato in questo viaggio meraviglioso. A tutti coloro che nei giorni 11 e 12 marzo 2012 parteciperanno alla 25^ edizione dello Stage Internazionale e Coppa Italia di Ju Jitsu giunga l’assicurazione del mio massimo impegno perché siano due giorni da ricordare. Vi aspetto a Norcia. Livio |